Il museo è il luogo dove vengono conservate le opere della cultura dell’uomo, prodotte nei secoli della sua storia, per essere tramandate negli anni a venire. A volte i magazzini sono più grandi dei musei, per la grande quantità di reperti accumulati e non visibili.
Ho sempre pensato e sognato che si potesse realizzare un museo diffuso in tutta l’Italia, equiparando, come finalità museale, e non certo come quantità, le grandi città ai piccolissimi Comuni italiani.
L’Italia è fisicamente un museo diffuso, quindi l’idea sarebbe quella di spostare in ogni Comune medio-piccolo o piccolissimo che sia, privo di museo o con piccoli musei, tutto il materiale presente nei magazzini dei famosissimi musei nazionali e distribuirlo in tutte queste plurirealtà, affinché i manufatti della cultura dei nostri territori possano essere visibili a tutti.
Una cosa del genere, se realizzata, comporterebbe una infinità di benefici.
Riassumendo, questa operazione comporterebbe l’istituzione e la realizzazione di un museo in ogni Comune d’Italia, che già di per sé è valore storico-culturale, piccolo o grande che sia, e l’integrazione di materiale per quelle realtà museali esistenti, che mancano comunque di potenzialità attrattiva e di qualità e quantità di oggetti da mostrare.
Benefici per tutti, specialmente per i piccoli Comuni che sono la maggioranza in Italia.
1) Questa esposizione diffusa materializzerebbe ovunque la “Cultura” del nostro Stato ed avrebbe la possibilità di essere visibile, fruibile e penetrabile a tutto il popolo italiano di ogni condizione sociale, culturale e di ogni età.
2) Ogni oggetto della cultura sarebbe sottoposto continuamente a restauro, manutenzione e controllo continuo, al fine di limitarne e ridurne gli effetti della corruzione da parte del tempo.
3) Creazione di grandi numeri di posti di lavoro, dovuti alla logistica del museo e del suo funzionamento sotto ogni aspetto, compreso un grande indotto turistico territorialmente distribuito in ogni luogo, creando sviluppo anche in quelle minuscole realtà che troverebbero questa integrazione fondamentale alla limitazione dell’abbandono.
4) Ogni luogo metterebbe in evidenza e promuoverebbe tutte le sue caratteristiche intrinseche comunque presenti, ma in questo caso trainate dalla presenza di pezzi di valore nazionale.
Questa è la nostra industria primaria, il nostro unico prodotto da promuovere senza concorrenti, perché al mondo non ce ne sono di uguali, e con tale densità nessuno potrebbe competere con noi.
Sarebbe anche un modo per ridurre lo spopolamento dei piccoli centri, specialmente montani.
Ho indirizzato questa proposta al Ministero dei Beni Culturali. È ovvio che non si farà, però se siete d’accordo, il MID promuovetelo.
Giuseppe Gentili