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77. Le botteghe artigiane di Sarnano: una cultura scomparsa


Negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso a Sarnano c’erano alcune botteghe artigiane di cui tre nel centro storico ed una appena fuori sulla strada per Macerata. Almeno queste erano quelle che io conoscevo e che più , secondo me, rappresentavano il mestiere testimoniato da attrezzature ed ambienti veramente di secoli fa. Perché parlo di queste botteghe perché purtroppo, e me ne rammarico molto, non sono stato in grado di comunicare alle diverse Amministrazioni Comunali, al fine della tutela, il valore storico, la bellezza e l’importanza di conservazione di ambienti di questo genere, anche se, più volte ho espresso tali concetti. Tant'è che sono state distrutte a favore di qualche locale al servizio dell’abitazione. Oggi sarebbero di grande interesse culturale, oltre che turistico didascalico, ed anche economico per i proprietari, perché testimonianza di attività artigianali del passato all'interno del centro storico, con tutte le attrezzature antiche delle quali erano dotate. Attività ereditate sicuramente da antichissimi tempi.

1) La più antica, almeno per mia impressione, credo fosse quella del fabbro situata sulla scalinata per la piazza Alta sotto la porta Brunforte della prima cinta di mura, secolo XIV. Il locale era scuro per la fuliggine della forgia a carbone, posta sulla sinistra appena l’ingresso , poco più avanti una grossa, grossa incudine, almeno a me appariva tale. Il pavimento, caso unico più che raro, era in tavolato di legno e tanto mi aveva meravigliato, inoltre qualche banco di lavoro e molto ferro da tutte le parti. Sulle pareti una infinità di attrezzi di tutte le forme e dimensioni per la lavorazione del ferro, non so come si chiamasse il proprietario, io ricordo una persona molto anziana e poi il figlio. Ultimamente ci lavorava, o forse era anche sua, Adriano Zamboni.

2) Più avanti verso la piazza Alta , c’era la falegnameria di Bianconi. Anche se questa la conoscevo poco per rare visite effettuate, era comunque del genere descritto per la bottega del fabbro, anche se la ricordo un po’ più moderna.

3) Altra antica falegnameria era quella situata in locali sotto al palazzo del Comune sulla piazza Perfetti. I proprietari erano i Mattei, Delfo e Danilo con il loro padre, depositario di antichissima saggezza e capacità. Questa era molto simile a quella del fabbro per effetto visivo, ovviamente con attrezzature specifiche per il legno. Sulle pareti oltre alla attrezzatura necessaria c’erano stampe, disegni, fotografie, solo per tale documentazione doveva essere salvata. L’ambiente era caratterizzato da grossi archi in mattoni che scandivano tre o quattro ambienti , credo ci fossero anche delle volte a crociera, non ricordo bene.

4) Inoltre, ma non ultima, era la bottega di Colombo sulla omonima curva appena fuori Sarnano verso Macerata. La bottega artigiana era al piano terra della sua casa con il fronte direttamente sulla strada. Sul locale d’angolo a sinistra c’era anche un’osteria: l’Osteria dell’Alba, con tanto di scritta dipinta sulla facciata, che risaliva, da quello che conosco alla fine dell’ottocento se non prima, notizie di mia nonna Angela. Questa era una bottega molto particolare perché lui , Colombo, praticava l’attività di fabbro e di falegname, perché si occupava anche della costruzione di carri agricoli e quindi curava la parte metallica indispensabile complemento . Quindi all'interno c’erano le attrezzature del fabbro e del falegname, con le pareti, come nelle altre botteghe, strapiene di strumenti inerenti le due attività. Ovviamente presenti nel locale: la forgia, l’ incudine, seghe a nastro e molto altro.

Purtroppo tutto è andato smontato, perso e non più recuperabile. Forse i parenti o gli amici potrebbero avere qualche foto di questi ambienti e magari servire all'Amministrazione Comunale attuale, che potrebbe trovare, nel centro storico, locali adatti e tentare di ricostruire tali botteghe, magari con l’aiuto di parenti e compaesani che conoscevano i suddetti artigiani, potrebbero essere da guida nella ricostruzione logistica, almeno per quanto relativo alle attrezzature, che spero non siano andate distrutte , o finite in discarica specialistica.

Un invito ai proprietari di locali nel centro storico di Sarnano che una volta erano usati per attività artigianali o per cantina per il vino cotto, ecc. non distruggeteli per una cucinetta o taverna o quant'altro, ma restaurateli e lasciate le testimonianze di attività storiche alle future generazioni, perché, sembra che ai giovani interessi poco, ma non è per niente vero: interessa e come.

Giuseppe Gentili, 20 febbraio 2022